ParaChirurgia - Studio Oculistico Gaspare Nicoletti - Viale Trieste 157, Caltanissetta CL - Studio Oculistico Gaspare Nicoletti

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TERAPIE PARA-CHIRURGICHE
LA TERAPIA FOTODINAMICA delle CNV neovascolari

La Terapia Fotodinamica Cutanea (PDT) è un tipo di trattamento non chirurgico applicabile ai neovasi sottoretinici, sin dal 1998. Il principio su cui si basa la PDT è quello di una reazione forodinamica in grado di distruggere selettivamente le cellule endoteliali dei vasi neoformati, tipici della degenerazione maculare essudativa o "umida" e di alcuni tumori vascolari retinici, come l'emangioma. Il trattamento viene eseguito dopo l'infusione endovenosa di un farmaco foto- sensibilizzante, la verteporfina, (Visudyne, Novartis), seguita dopo 5 min. dal trattamento laser a infrarossi, a luce fredda, che attiva il farmaco senza danneggiare la retina, ripetibile dopo 3 mesi.
 

La fotocoagulazione al laser utilizza un raggio di luce monocromatica, di lunghezza d'onda verde o rossa (diodo), in grado di bruciare il tessuto retinico in maniera mirata.
Può creare una cicatrice, coagulare un vaso, distruggere un tessuto anormale.
Esistono diversi tipi di laser capaci di emettere raggi di colori diversi, dal blu all’infrarosso : laser argon, laser krypton, lader a diodi, laser Nd-Yag.
Il trattamento viene effettuato dall'oculista Nicoletti solitamente in ambulatorio. Il paziente è seduto davanti all’apparecchio. La pupilla è dilatata grazie all’instillazione di un collirio. Un certo numero di impatti laser saranno applicati con o senza interposizione di una lente posta sull’occhio. La durata del trattamento non supera i 15-20 minuti a seduta.
Anestesia : l’occhio viene reso insensibile da un collirio.
Possibili complicazioni durante l’intervento : verrà avvertita una sensazione di abbagliamento che potrà prolungarsi durante il trattamento. Il trattamento normalmente è poco doloroso.

Allegato: Profilassi
CAPSULOTOMIA YAG LASER

E' un TRATTAMENTO LASER eseguito dall'oculista Nicoletti per la terapia della cataratta secondaria, una condizione che può verificarsi, in una percentuale limitata di casi, a distanza di qualche mese o anche anni dall'intervento, nelle persone operate di cataratta. Durante l'intervento di cataratta la lente artificiale (IOL) è inserita nella membrana naturale del cristallino, chiamata capsula. Può capitare che la "vecchia" capsula del cristallino dove è adagiata la nuova lente artificiale, si opacizzi, provocando nuovamente annebbiamento della vista nel paziente. Si ha, in altre parole, la cataratta secondaria, che può essere curata con l'uso del laser (un particolare tipo di luce) attraverso un intervento chiamato capsulotomia, che dura pochi minuti e che, senza alcun dolore e/o rischio per il paziente, elimina per sempre la nebulosità che infastidisce la sua vista, per tale motivo.

E' un intervento PARA-chirurgico laser eseguito dall'oculista Nicoletti per la terapia di un certo tipo di glaucoma, una malattia che colpisce il nervo ottico, caratterizzata dall'aumento della pressione interna dell'occhio. 
Quando l'anatomia dell'occhio è stretta e non consente il normale scarico dell'umpore acqueo, lo yag laser è sfruttato in oculistica per la sua capacità di eseguire tagli in modo rapido e preciso. 
L'iridotomia yag laser, consiste nel praticare nell'iride (parte davanti dell'occhio contenete la pupilla) un forellino che mette in comunicazione le due parti dell'occhio situate davanti e dietro l'iride. In tal modo viene favorita la circolazione dei fluidi attraverso l'occhio, ovvero si ovvia all'aumento della pressione oculare tipico del cosìddetto "glaucoma da blocco pupillare". 
Il trattamento è effettuato appoggiando all'occhio del paziente un'opportuna lente a contatto che permette di dirigere con precisione il raggio laser, dopo aver istillato nell'occhio alcune gocce di collirio anestetico ed uno speciale gel protettivo. L'intervento è solitamente indolore,dopo anche se a volte può risultare fastidioso (si avverte una sensazione di punture di spillo) e, soprattutto, il paziente può essere abbagliato dai lampi di luce (laser). La durata complessiva dell'iridotomia è di pochi minuti.
LASER AD ECCIMERI (PRK) 
per la terapia dei difetti di refrazione

Il laser ad eccimeri è un apparecchio che emette una radiazione ultravioletta ad alta intensità; esso viene utilizzato per trattare la cornea; guidato e controllato in modo opportuno, il raggio laser asporta tessuto in quantità di pochi millesimi di millimetro per colpo vaporizzandolo istantaneamente; il raggio laser può così modificare il profilo della cornea, appiattendone la parte centrale (zona ottica) in modo preciso e regolare, correggendo così il difetto miopico, oppure agendo in maniera diversa per correggere l'astigmatismo o l'ipermetropia. 
Il laser ad eccimeri viene utilizzato soprattutto in due modi: sulla superficie anteriore della cornea e in tal caso la procedura si chiama PRK o fotoablazione corneale di superficie; oppure all'interno della cornea (dopo aver eseguito una microscopica incisione semicircolare che consente di sollevare un sottile strato di tessuto); in tal caso la procedura si chiama LASIK o cheratomileusi con laser ad eccimeri.Il trattamento dura pochissimi minuti (1-2) ed è indolore, ma solo difetti di media entità possono essere corretti con tale tecnica: fino a 10 diottrie di miopia, fino a 4 diottrie di ipermetropia, fino a 5 diottrie di astigmatismo. La convalescenza dura circa 7-10 giorni. I risultati finali si valutano dopo alcuni mesi di terapia con collirii cortisonici. I risultati per difetti refrattivi molto elevati non sono sempre facilmente prevedibili, ma sono solitamente soddisfacenti con le moderne attrezzature.
CROSS-LINKING per la terapia del Cheratocono

Il Cheratocono è una malattia degenerativa non infiammatoria della cornea ad esor­dio puberale (tra i 12 e i 15 anni) e generalmente bilaterale.
Il Cross-linking è una terapia innovativa parachirurgica del cheratocono. Cross-linking vuol dire “formazione di legami incrociati”. È una reazione fotodinamica di polimerizzazione del collagene dello stroma corneale in grado di incrementarne la resistenza. 
La cornea è costituita da fibre collagene disposte ordinatamente. La resistenza meccanica della cornea è correlata al numero di fibre e, soprattutto, al numero di legami chimici a ponte che esistono tra di loro. Nel cheratocono si determina uno scompaginamento della corretta struttura del collagene con conseguente scarsa resistenza meccanica della cornea che, quindi, si deforma sotto la spinta della pressione endoculare. 
La tecnica del cross-linking sfrutta una sostanza innocua, la Riboflavina, nota come Vitamina B2, per creare una reazione chimica all’interno dello stroma corneale, innescata dalla luce ultravioletta emessa da una lampada appositamente studiata per questo scopo (Apparecchio VEGA®). La reazione chimica comporta un moltiplicarsi di legami tra le fibre collagene che, in maniera sorprendente, diventano più spesse, più ordinate e più resistenti a stimoli meccanici e chimici. Ne risulta una stabilizzazione della cornea con conseguente arresto dello sfiancamento della stessa e, pertanto, del cheratocono.
 
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