Chirurgia - - Studio Oculistico Gaspare Nicoletti - Viale Trieste 157, Caltanissetta CL - Studio Oculistico Gaspare Nicoletti

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TERAPIE CHIRURGICHE
Facoemulsificazione (Chirurgia della cataratta)

La facoemulsificazione è una tecnica chirurgica usata per effettuare l'intervento di estrazione di cataratta.
Lo strumento che viene utilizzato dall'oculista Nicoletti per questo tipo di intervento è il facoemulsificatore. Questa macchina produce ultrasuoni ad altissima frequenza che vengono convogliati in una sonda con una punta di diametro variabile tra 2.5 e 1.8 millimetri. Le vibrazioni della punta della sonda, inserita attraverso un piccolo taglio di 2–3 mm autosigillante nella camera anteriore dell'occhio, provocano la frantumazione del nucleo catarattoso. Un sistema automatico di irrigazione ed aspirazione continui fa sì che il cristallino frantumato venga aspirato dalla suddetta sonda. I frammenti meno duri (parti corticali della lente) vengono aspirati con un'altra sonda di irrigazione/aspirazione. Al posto del cristallino catarattoso asportato viene inserita una lente intraoculare di solito pieghevole per non allargare ulteriormente il taglio di entrata. A seconda delle dimensioni del taglio si può anche non mettere un punto di sutura. Grazie a questa tecnica, sviluppatasi molto negli ultimi venti anni al punto da diventare la più usata nei paesi occidentali, l'intervento di cataratta è più sicuro e necessita di minor tempo di
riabilitazione post chirurgica.

Sono una serie di interventi, generalmente in anestesia locale o neurosedazione,che vanno dalla asportazione di piccole lesioni (calazio, papillomi, xantelasmi, etc.), fino a vere e proprie plastiche palpebrali per asportazioni di lesioni estese (tumori, etc.) oppure alterazioni della cute (blefarocalasi) o, ancora, alterata posizione della palpebra (ectropion, entropion, ptosi, etc.).

Comprendono diversi tipi di intervento, allo scopo di ripristinare la pervietà delle vie lacrimali (sondaggio, endoscopia, dacriocistorinostomia, etc.),in base al tipo ed alla sede dell'ostacolo al deflusso fisiologico del film lacrimale nelle cavità nasali. Solo la dacrio, tra questi , viene eseguita in anestesia generale.
CHIRURGIA DEL GLAUCOMA - Trabeculectomia
 
L’intervento di trabeculectomia si pratica in anestesia locale. Consiste nell'asportare un pezzetto di trabecolato, il tessuto che filtra e fa uscire l'umore acqueo fuori dall'occhio in uno spazio interno alla parete oculare.
Il buon funzionamento della fistola chirurgica così fabbricata dal chirurgo, cosìddetta "protetta", per la localizzazione al di sotto della congiuntiva, è testimoniato dalla formazione di un rigonfiamento, o "bozza filtrante", dove l'umore acqueo fuoriesce e si accumula sotto la congiuntiva prima di essere riassorbito nello spazio sottocongiuntivale.
CHIRURGIA VITREO-RETINICA - VITRECTOMIA

La vitrectomia o 'rimozione dell'umor vitreo' è una delle tecniche di micro-chirurgia oftalmica piu' avanzate che sono state sviluppate negli ultimi trent'anni.
Con questa procedura chirurgica, molte condizioni altrimenti irrisolvibili trovano una soluzione efficace. In particolare, la vitrectomia e' stata sviluppata per patologie oculistiche che riguardano la retina e il vitreo ed e' per questo che si parla di chirurgia vitreo-retinica.E' utile per la terapia chirurgica del distacco di retina ,dell'emorragia intra-vitreale (emovitreo), del distacco di retina trazionale, della retinopatia diabetica proliferante, del pucker maculare, etc.


Le Terapie Intravitreali consistono nell'uso di farmaci che vengono iniettati, mediante un sottilissimo ago, all'interno del vitreo. Si tratta di una forma terapeutica relativamente "giovane", cui ci si è accostati con grande cautela nell'ultimo decennio data l'elevata possibilità di effetti collaterali non prevedibili sulle strutture intraoculari.
Al momento attuale, i farmaci che si giovano di questa via di somministrazione appartengono a due categorie: i farmaci anti-VEGF (LUCENTIS, AVASTIN, MACUGEN) ed i cortisonicI (TRIAMCINOLONE, DESAMETASONE, OZURDEX).
Tutti i tipi di iniezione intra-vitreale devono essere eseguiti in sala operatoria, nel rispetto di rigide procedure di sterilità, come un intervento vero e proprio eseguito all'interno dell'occhio, altrimenti si rischiano gravissime infezioni, con perdita definitiva della vista e dell'occhio stesso!!!
Le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF possono essere ripetute in caso di scarso risultato ovvero di recidiva della patologia. L'intervallo tra le iniezioni ed il numero delle stesse varia da caso a caso e da farmaco a farmaco e può essere compreso tra uno e diversi mesi, secondo procedure e schemi di trattamento codoficati a livello internazionale, con possibilità di poter anche"personalizzare" il numero di iniezioni, dopo le prime 3, la cosìddetta "dose di carico".

 
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